Intervista a Giovanni Di Rosa autore della saga “Cronache di un vampiro”


Cronache di un vampiro
Vincoli di sangue

Andreas Rooney è un professore di letteratura nella più antica università del mondo anglosassone. Insegna a Oxford, cittadina britannica sconvolta da un evento inquietante accaduto pochi giorni prima di Natale. Il suo migliore studente, Thomas Crawford, è svanito nel nulla e le indagini attorno alla sua scomparsa non hanno portato a nessun risultato.
Dopo due mesi dalla scomparsa, una donna misteriosa si interessa al professore di letteratura, alla ricerca di una nuova pista di indagine. In molti in città ritengono che Andreas abbia un legame con Thomas e che sia in possesso di informazioni utili al suo ritrovamento.
Andreas, però, è all’oscuro della tragica fine occorsa al giovane, rapito da un predatore senza scrupoli, desideroso di soddisfare i propri appetiti.
Una minaccia, infatti, infesta le strade di una quanto mai spettrale Oxford. Una mostruosità sopravvissuta ai secoli e al progresso si cela nelle ombre e nessuno che si imbatta sul suo cammino potrà dirsi al sicuro.
Gli incubi diverranno realtà, quando i protagonisti di questa storia saranno costretti a trovare il modo di sopravvivere all’attacco di un vampiro.

Recensione


Cronache di un vampiro
Canto della terra

Dopo essere sopravvissuto allo scontro con il vampiro Virgilio, Andreas Rooney, professore di Oxford, è ora tallonato dalla polizia. In suo soccorso giungerà un’altra vampira, Annalise, da sempre nemesi di Virgilio. L’affascinante vampira si rivelerà per il professore molto più di un’alleata e proverà a proteggerlo tanto dal feroce vampiro che infesta Oxford quanto dalle indesiderate attenzioni delle autorità.

Thomas, il giovane studente scomparso l’anno precedente e ora trasformatosi in immortale, si ritroverà, invece, imprigionato nella villa londinese di Raquel. La seducente vampira spagnola brama di asservire il giovane al suo controllo e di sfruttarne le incredibili capacità soprannaturali.

Nessuno, però, è preparato a una minaccia imprevedibile che si profila dinnanzi a loro. Una minaccia ben più inquietante e grave di quella portata da Virgilio. Come si dice, il passato, a volte, ritorna e stavolta ritornerà nelle sembianze di un misterioso quanto istrionico assassino pronto a mietere vittime e a far piombare Londra nel panico.

Recensione


Altre opere di Giovanni:

Ancora Addio – Novel Romance 

SOS Come ti sblocco il romanzo : Guida alla stesura del primo libro 

Generazione seriale – Un viaggio nel mondo delle serie tv

Cloude: Il Portale


Intervista

  • Ciao Giovanni, finalmente abbiamo trovato modo e tempo per sentirci, è un piacere averti qua.

Grazie a te per questa intervista e per il tuo tempo.

  • Rompiamo un po’ il ghiaccio con una domanda forse scontata ma che dà un’idea di come voi scrittori vi avviciniate appunto a questo mondo della scrittura: da dove viene la passione per la lettura e per la scrittura?

Non è per niente banale anche perché potrei stare a parlare per ore. Diciamo che la passione per la lettura deriva dalla passione per le storie. Tutto quello che è fiction mi attrae. In alcuni periodi sono stato più attratto dalle serie tv, in altri dalla lettura ma tutto si concentra appunto su quello: le storie. E ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto raccontare le mie storie.

  • E vissero tutti felici e contenti?

Per niente proprio, nonostante questo forte interesse, per molto tempo sono stato abbastanza scostante e poi con il periodo dell’università quello che rimaneva delle mie risorse cerebrali era molto poco e quindi di fatto mi ci sono dedicato con più energie solo dopo aver finito gli studi.

  • Quindi fasi di scrittura scostanti …

Ho sempre scritto, alle medie principalmente storie dove mettevo i miei compagni protagonisti, all’università con articoli più giornalistici. Penso che il vero momento di sblocco si ha quando si finisce il primo romanzo, cioè quando inizi qualcosa e lo porti a termine, senza perderti per strada. Possibilmente quel primo romanzo farà schifo, anzi sicuramente lo farà, ma ti cambia la vita.

  • Prime letture?

Geronimo Stilton e Piccoli Brividi. Da lì sono rimasto sempre attratto dalla letteratura d’evasione che viene, secondo me, spesso attaccata, sbagliando. Lo stesso Stephen King l’ha difesa per anni con i critici americani. Alle superiori ho iniziato ad affrontare romanzi più impegnati, ma mi sono reso conto che uno dei problemi di chi non legge in Italia sia da addebitare alle letture che ti impongono in quegli anni. Ora sono diventato onnivoro, leggo di tutto.

  • A proposito di prime letture, con te mi sono di fatto approcciato per la prima volta seriamente al genere romance con Ancora Addio, e come ben sai non mi è dispiaciuto.

L’ho scritto anche per fare una piccola protesta verso alcuni romance.
Pur avendoli apprezzati in alcuni di essi ho iniziato ad odiare alcuni cliché. Faccio un esempio: inizi a leggere e ti ritrovi il lui della storia che è quasi sempre un tipo misterioso, fighissimo, alto mentre la sua controparte femminile è spesso una donna in carriera, intelligentissima sempre emotivamente disponibile. Questi cliché e questa forzatura nell’idealizzazione di alcuni tipi di personaggi mi snervano e così, anche per gioco, ho provato a scrivere una novella. A me piace scrivere di tutto e ho sul fuoco una serie di progetti.

  • Ora entriamo nel mondo del self-publishing. Come mai il self e non case editrici o i vari concorsi letterari?

Ti rispondo prima sui concorsi perché ho bisogno di levarmi un sassolino dalla scarpa: ho partecipato a uno di essi ultimamente dove il criterio si basava sul commento di altri autori che ti leggevano e ti votavano. Ho ricevuto voti negativi non per una scrittura o una trama che non è piaciuta ma perché, essendo un thriller ambientato in Sicilia, mi è stato detto che, dopo Camilleri, nessuno può scrivere più gialli o thriller in Sicilia. La trovo una mentalità e un approccio sbagliati che vanno a tagliare le gambe di chi scrive, non entrando nel merito ma partendo da pregiudizi.

Per quanto riguarda l’autopubblicazione mi ha permesso sia di seguire un percorso che avevo cominciato, sia a darmi le motivazioni giuste in quanto, ovviamente, segui tutti i passaggi che ti portano poi a pubblicare il tuo libro. Una sorta di percorso di crescita dove non si parte con “pubblico il miglior bestseller di sempre o niente” ma appunto si segue una strada. Anche perché di fatto è difficile arrivare alla casa editrice e lo sarà ancora di più con il coronavirus. Poi giustamente diverse storie possono arrivare ad un pubblico limitato e quindi se decidi comunque di pubblicare non rimane che l’autopubblicazione.

Detto questo non voglio assolutamente demonizzare le case editrici, dico solo che in base a determinate scelte uno può trovare nel self publishing delle vie che appunto le case editrici non riescono a dare, perché devono giustamente guardare l’investimento e il rientro di tale spesa. Comunque quest’anno ho presentato varie richieste a case editrici e sto valutando diverse proposte, quindi ritengo che sono due ambiti che possono convivere tranquillamente, l’importante è mettere serietà in quello che si porta avanti.

  • Arriviamo ora alla saga con cui hai rischiato di farmi arrabbiare. Hai deciso di affrontare la figura del vampiro nella tua saga Cronache di un vampiro. Come ben sai ho affrontato la lettura con un certo pregiudizio in quanto “don’t touch my Dracula”, ma mi è piaciuto il primo e ancor di più il secondo. Come mai tale scelta?

Quindi ho rischiato di deluderti. Qua voglio portare una unpopular opinion che rispetto alle precedenti può portare simpatia nei miei confronti. Ho letto tutta la saga di Twilight e voglio sottolineare che secondo me non è il libro più brutto della storia. Allora Anna Todd con After dove la mettiamo?Comunque la scelta verso la figura del vampiro nasce sicuramente per la sua popolarità ma anche perché affrontando vari articoli leggevo come i draghi e i vampiri sono stati importanti nei primi dieci anni degli anni 2000 ma ora sono considerati fuori moda. E io ho pensato di scrivere qualcosa che è fuori moda ma in modo diverso. Ovviamente è stata una scelta rischiosa e le critiche sono arrivate puntuali. Ho ricevuto molti feedback che paragonano il mio primo volume Cronache di un vampiro – Vincoli di sangue a quelli di Anne Rice, anche simpaticamente dicendo che ho copiato. Ci tengo a specificare ufficialmente che non ho letto nulla della Rice ma a questo punto l’affronterò.
Poi una cosa, siamo nel 2020, si può mai scrivere qualcosa di originalissimo sulla figura del vampiro? Ovvio che vi sono numerosissime influenze da Stoker in poi. Ho cercato di non scrivere un urban fantasy come tanti limitando le parti di bunga-bunga e concentrandomi sul lato mistery e horror.

  • Oltre a scrivere romanzi gestisci anche un tuo sito di recensioni che di fatto ti inserisce nei cosiddetti book blogger cosa ne pensi di questo mondo?

L’apertura del blog e la cura alla mia pagina Instagram rientra sempre nell’ambito del mio piacere per la scrittura. Indubbiamente i social hanno permesso di creare una bella community tra lettori e scrittori anche tramite la figura dei book blogger. Come tutte le cose ci sono i lati negativi che un po’ dipendono dal rispettare gli algoritmi dei vari social o nelle competizioni che si creano per ricevere determinati libri dalle case editrici. Personalmente curo molto le recensioni, sia che derivino da scelte di lettura mie sia, anzi soprattutto, in caso di collaborazioni. Poi ho l’impressione che per un maschio entrare nella community dei book blogger sia più difficoltoso, vuoi perché a leggere sono prevalentemente le donne, vuoi perché si parte da pregiudizi vari ma noto queste difficoltà.

  • Domanda che pongo a tutti per dare altri consigli di lettura: 5 libri preferiti e 3 saghe preferite.

Allora Venuto al mondo della Mazzantini, Il Ritratto di Dorian Gray di Wilde, Uomini che odiano le donne di Larsson, Misery di King e Norwegian Wood Murakami. Come saghe Il cimitero dei libri dimenticati di Zafón, Harry Potter della Rowling e il Ciclo dell’Eredità di Paolini anche se con alti e bassi.

  • Progetti futuri?

Allora, un racconto teen drama che sto pubblicando su Wattpad sotto pseudonimo (forse), ovviamente il terzo di Cronache di un vampiro e presto vorrei iniziare a lavorare su un progetto fantasy da presentare ad alcune case editrici.

  • Ti ringrazio tantissimo per il tuo tempo, in bocca al lupo per tutto.

Grazie a te per lo spazio che mi hai concesso.


Trovate Giovanni su:

Instagram

Blog – Serial Escape

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2 risposte a "Intervista a Giovanni Di Rosa autore della saga “Cronache di un vampiro”"

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